Nel Sulcis. Ebook multimediale alla scoperta della Sardegna del Sud.

By 23 Marzo 2014 EBOOKS

Nel Sulcis. Viaggio interattivo tra miniere, mare mozzafiato e luoghi meraviglia – 4,99 €.

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Qual è l’anima del Sulcis, territorio splendido circondato da un mare mozzafiato, puntellato da miniere e siti UNESCO, frequentato già da Punici e Fenici? Che spiaggia scegliere se soffia Maestrale? Come orientrarsi tra dune maestose, castelli medievali, città razionaliste e basiliche romaniche?In questo ebook multimediale, tutte le risposte e i segreti di un luogo incredibile della Sardegna. Un viaggio tra gallerie fotografiche, contenuti audio/video, immagini interattive e un racconto che ci accompagna alla scoperta di un territorio-gioiello dell’Italia più autentica. carbonia Sulcis ebook: cosa vuol dire? Si tocca un link, si apre una finestra che collega a un sito di approfondimento; si sfiora una foto, si apre una didascalia di informazioni nascoste; si sfogliano le galleries ed ecco che in pochi istanti il racconto visuale accompagna quello del testo, sempre puntuale ed esaustivo ma anche evocativo, colorato, ricco di suggestioni visive e figurate. “Nel Sulcis” è un libro che prende per mano e porta lontano: la ricchezza del territorio, le sue anime arcaiche e moderne, i suoi aspetti naturalistici e industriali ne fanno un luogo magico anche da raccontare. Spiagge biancorosa, dune abbacinanti, laverie abbandonate, tunnel e ferrovie, strade costiere come gomitoli di lana da sbrogliare: una pagina inghiotte l’altra, offrendo al lettore-viaggiatore un’esperienza reale e interattiva di un luogo meraviglia del Sud Italia. Completano la lettura anche informazioni più generali, necessarie per chi volesse davvero intraprendere il viaggio, insieme alla segnalazione di istituzioni, personaggi, eventi, riferimenti storici, ambientali, artistici…. fino al suono essenza del luogo e ai ristoranti da non perdere. In italiano e presto anche in inglese, Nel Sulcis non è una guida turistica né un diario di viaggio, ma un’esperienza multisensoriale, diretta e immediata di un posto splendido, schivo, sconosciuto alle rotte di massa. Meta ideale per vacanze rigeneranti, un salto nel tempo che riavvolge il nastro e ci riporta alle atmosfere affascinanti del secolo scorso.

cover Sulcis

In copertina: Miniera di Porto Flavia, ingresso

INCIPIT – “Non v’è rimedio per la nascita e la morte, salvo godersi l’intervallo”, rifletteva Schopenhauer. “Dèu seu gosendimì s’intervallu e ispereus chi durit!”, recita in tutta risposta Anna Simbula, scrittrice di San Giovanni Suergiu, paese colpito e affondato nel cuore del Sulcis. Oh sì, godiamoci l’intervallo, tra il cagliaritano e l’iglesiente, isola di Sant’Antioco compresa (e lasciamo ad altro racconto la ligure San Pietro, i suoi carrugi a Carloforte e il dialetto tabarchino). Restiamo sospesi tra le mille parentesi del paesaggio sulcitano, già terra di conquista di punici e fenici: quelle tonde delle cale e dei declivi verderame; quelle quadre del razionalismo carboniense; o quelle graffe, graziate, nei movimenti rosa di fenicotteri eleganti. Il Sulcis è terra di emozioni forti, zero vie di mezzo, prendere o lasciare.”       

Intervista a Valeria Canavesi: http://linkis.com/duetorrienuraghi.it/uAECM

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Le borse di Desirée. Il mondo, dentro e fuori.

By 11 Marzo 2014 Filo di Perle

Le borse di Desirée. Tutte le forme della fantasia femminile.

Una borsa di fiori finti. Una castagna a tracolla, una pochette pianoforte, una borsetta coccinella o a fetta d’anguria. Velluti, lini, cotoni. Pelli, ecopelli, pellicce sintetiche. Paillettes, perline, conchiglie. E poi lattici, legni, gomme, bambù e, ancora, tutto quello che può colpire la sua fantasia: quello di Desirée per le sue borse è un lavoro appassionato e certosino, visionario e maniacale al tempo stesso. Impossibile trovare altrove una tale quantità di ispirazioni e proposte, indugiando volentieri nella provocazione divertita, nel gioco, nella burla e nella più vivida delle fantasie. Dalle veline dei Baci Perugina ai ninnoli colorati, dai tappi di champagne ai tubolari della doccia, le borse di Desirée propongono mix e accostamenti inediti e sempre azzeccatissimi, capaci di farsi apprezzare in ogni occasione, con ogni abito e umore possibile.

Le borse di Desirée parlano un linguaggio di fantasia e molteplicità, sorriso e colore, sposando un rigore maniacale nella fattura, perfetta e curata in ogni particolare. E’ un lavoro fatto di una ricerca continua, tenace e senza sosta, che permette a materiali, forme e colori di trovare armonie ed equilibri mai azzardati prima. borse di desirée 6Ironie optical, leggerezza e divertimento, suggestioni pop  e naive ispirano una manualità artigianale straordinaria e una cura per  il dettaglio che non teme confronti. Ovviamente, ogni borsa è un pezzo unico e non clonabile, realizzato interamente a mano.

“Nelle borse delle donne ci si trova di tutto… Io ho deciso di vestire questo tutto, di dargli forme, colori, accostamenti  insoliti e originali… e mi sono guardata attorno”,  spiega lei. Facile a dirsi. Eppure le collezioni Desybell confermano l’assunto, in ogni creazione!

Le borse di Desirée sono disponibili in varie collezioni: Optical&Fashion, Hobby&Sport, Street&Fantasy, Nature e Pochette.

Desybell di Desirée Castelli – www.desybell.it

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Magnolia x soulangeana. L’étoile rosalilla.

By 10 Marzo 2014 Alberi Maestri

Magnolia x soulangeana. La danza della primavera.

Signore e signori, ecco a voi la Magnolia x soulangeana. Un nome con l’incognita, che significa ibrido, e un aggettivo che parla francese, giusto tributo al suo visionario creatore. Incrocio di due varietà estremo orientali, nasce da vera étoile vicino a Parigi, nel 1826. Di vivaio in vivaio ha poi viaggiato nel tempo e nello spazio, colorando di sé interi quartieri residenziali e parchi cittadini, in tutta Italia.

Non la noti per tutto l’anno. Passa inosservata senza batter ciglio, sazia com’è degli “oooh” esclamativi con tanto d’occhi che si guadagna in quantità sul finire dell’inverno. E’ in quel momento tra il disgelo e i primi tepori, quando le giornate crescono ma le temperature non abbastanza, che lei trionfa nei giardini e non divide il palcoscenico con nessuno.

Cala l’asso pigliatutto, esplodendo in biancorosa e scatenando gli applausi, nel grigiore sonnolento di parchi giochi ancora chiusi e giardini residenziali spogli per lo più. Uniche ammesse ad accompagnare il suo assolo, le sorelle damigelle stellate, che però sono più timide e defilate.

Magnolia stellata

Magnolia stellata

In quella non stagione di mezzo, più alta o più bassa a seconda del tempo e degli anticicloni, la Magnolia x soulangeana piroetta festosa nel suo tutù chiaroviola, reginetta del ballo della primavera in arrivo.

Non si nega qualche capriccio originale, come tutte le star: fiorisce quando gli altri alberi dormono ancora, e lo fa nuda e senza foglie (quelle arriveranno poi, a farle ombra nei caldi giorni estivi). Le più belle vivono come principesse alla Reggia di Caserta nel Giardino Inglese, oppure in villa: eccole a Villa Bellotti Baroggi Bonetti (VA), Villa Tacchi di Gazzo Padovano, Villa Taranto (VB) e Villa Passerini, Cortona. A Milano, si fanno ammirare in largo Cairoli e nella villa in via Ariosto, angolo via Mascheroni.

Ornamento naturale di case solitarie e villette a schiera, la Magnolia x soulangeana è una vera luminaria del giardino, vestale di primavera e auspicio rosa ottimista della nuova stagione.

 

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Carnevale in Italia, quante storie in una sola!

By 4 Marzo 2014 A Ruota Libera
carnevale

Carnevale, attesa profana di un periodo sacro.

Il Carnevale è un periodo di festa che affonda le sue radici nella tradizione cristiana. Sebbene richiami eco di celebrazioni antiche come i Saturnali romani o le Antesterie greche, rappresenta un rito propiziatorio che anticipa la purificazione quaresimale, un momento di passaggio tra un anno e l’altro.

Non tutti lo sanno: il Carnevale inizia il giorno dell’Epifania e termina il martedì grasso, vigilia del Mercoledì delle Ceneri e inizio ufficiale della Quaresima, con l’eccezione di quello Ambrosiano, che finisce il sabato successivo. Infatti, si narra che nel IV secolo il Vescovo Ambrogio, lontano da Milano per un pellegrinaggio, abbia chiesto alla diocesi di aspettare il suo ritorno per iniziare le liturgie della Quaresima: ragion per cui la città prolungò i festeggiamenti fino al suo rientro, il sabato successivo.

Interessante l’incerta etimologia della parola, sulla quale indugiano due teorie. La prima vuole che Carnevale derivi da “carni levanem”, ovvero, sollievo per la carne: un significato plausibile, considerando che la festa invita a dare sfogo a ogni sorta di piacere prima delle severe penitenze quaresimali. L’altra spiegazione invece si rifà a “carnes levare”, cioè, “togliere le carni” (ma anche “carni, vale! – carne, addio!) poiché durante le libagioni venivano esaurite le scorte di carne dell’inverno.

Il Carnevale tuttavia propone, pur per pochi giorni, anche un atto di emancipazione ai cliché e alle gerarchie sociali. Scherzi, burle e soprattutto l’atto del travestimento, che ritroviamo già in antichi riti allegorici babilonesi (la processione dei simulacri del dio Sole e del dio Luna) e nei Saturnali romani, sono un inno all’uguaglianza, almeno per qualche ora. Il povero può diventare ricco, il servo può trasformarsi in padrone, la contadina può atteggiarsi da signora, in un crescendo di doppigiochi, scherzi, allegre inversioni di ruolo.

Sand Maurice masques e buffonsPerfino la Commedia dell’Arte, dalle prime improvvisazioni medievali fino alla nobilitazione teatrale di Gozzi e di Goldoni, è permeata di suggestioni e caratteri carnevaleschi, in una contaminazione visibile anche ai giorni nostri: non esiste corteo o festa di Carnevale che non veda qualche Arlecchino o Pulcinella in giro per la città!

A proposito: Viareggio, Venezia, Ivrea, Ronciglione, Crema, Grauno e Romarzolo, Verona, Mamoiada, Oristano, Putignano, Cento, Acireale, Pont Saint-Martin… ogni luogo ha la sua storia, la sua tradizione, la sua peculiarità. Il suo Carnevale. Dai Mamuthones barbaricini alla Mugnaia canavese, dal Papà del Gnoco veronese ai maestosi carri viareggini, fino al volo dell’Angelo in Piazza San Marco a Venezia, l’Italia carnevalesca propone riti, spettacoli e allegorie come nessun altro Paese al mondo.

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La Buscella di Isabelle. Una bottega sempre accesa.

By 25 Febbraio 2014 Filo di Perle
lana gran sasso

The Buscella, artigianato e umanità a Santo Stefano di Sessanio.

La Buscella è la bottega di Isabelle. E Isabelle è una donna coraggiosa, arrivata dalla Francia a Santo Stefano di Sessanio in provincia de L’Aquila, e mai più ripartita. Nemmeno dopo il 2009, e il suo spaventoso terremoto che ha tirato giù anche la splendida torre medievale. Nemmeno se in paese non c’era rimasto più nessuno, o quasi, per la paura del freddo e di altre scosse. Bisognava restare a Santo Stefano e lasciare una luce accesa, nonostante tutto.

La Bottega La Buscella va scovata tra le viuzze e i vicoli di questo splendido borgo  medievale: dietro un passaggio segreto, dentro una feritoia in pietra, si apre il suo scrigno di manufatti e oggetti curiosi, obbligatoriamente in serie limitata: scialli e borse fatti a mano con le pregiate lane del Gran Sasso, scatole portagioie in legno e tomboli o chiacchierini, biancherie in cotone e lino scovate nei bauli delle nonne, utensili in legno sapientemente lavorati.

Una sosta alla Buscella non si fa solo per trovare un oggetto particolare: si viene qui per non dimenticare, per fare due chiacchiere, per conoscere la storia di chi, con semplicità, ha compiuto una scelta grande. Isabelle e la sua bottega sono una luce sempre accesa in un paese solitario, arroccato, che grazie a persone come lei sta tornando, lentamente, alla vita.

la buscella, valeria canavesiLa Buscella è il nome dello stretto passaggio roccioso nella cerchia delle mura che si trova  proprio accanto alla bottega. Qui in passato venivano a baciarsi di nascosto amanti e fidanzati! 

BOTTEGA LA BUSCELLA di Isabelle D’Alessandro

Via degli Archi – S. Stefano di Sessanio (AQ)

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Grottammare Alta. Il borgo di Sisto V.

By 21 Febbraio 2014 Sbagliando Strada
grottammare alta canavesi

Grottammare Alta. Dai pirati al papa rugantino.

Annoverato tra i borghi medievali più belli d’Italia, Grottammare Alta è arroccato sopra l’omonima cittadina adriatica, sul Monte Castello. Viuzze, case colorate, chiese e palazzi. Ma soprattutto piazza Peretti: porta il nome di Sisto V, il papa della moralizzazione e delle grandi opere a Roma (la cupola di San Pietro su tutte), cantato dal Belli come il pontefice “matto, tosto e rugantino”. grottammare alta, sisto V

Il luogo era già popolato, e conteso, da popolazioni autoctone e non, da Umbri ed Etruschi soprattutto. La sua posizione privilegiata, l’accesso al mare con il porto e i boschi ricchi di selvaggina hanno portato alla cittadella alterne fortune ed invasioni. Come quella del pirata Dulcigno nel 1525, testimoniata ancora oggi dalle mura e dall’imperioso Torrione della Battaglia.

grottammare alta canavesiIl cuore del paese è Piazzetta Peretti, intorno alla quale si sviluppano edifici di primaria importanza: il teatro degli Aranci, il vecchio municipio, la chiesa di San Giovanni. Non ultimo, il loggiato con gli archi che svelano a tratti una vista straordinaria della Grottammare sottostante e il suo litorale. Un’altra balconata con vista è quella intitolata “al Tarpato”, dopo l’arco del vicolo Torrione.

Da vedere, la chiesa di Santa Lucia e il complesso di Sant’Agostino. Sulla collina, anche i resti di una rocca risalente al IX-X secolo.

Per saperne di più:

www.comune.grottammare.ap.it

www.grottammare.com

www.treccani.it/enciclopedia/sisto-v-papa

http://roma.andreapollett.com/S2/romac18i.htm

 

 

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I giorni della Merla. Storia di un inverno lombardo.

By 21 Febbraio 2014 A Ruota Libera
merla, inverno, gennaio, lombardia, canavesi

Giorni della Merla: 29, 30, 31 gennaio.

I giorni della merla: in Lombardia, si dice che siano i più freddi dell’anno. Il termometro sta sempre sotto lo zero, le beole nei viali si gonfiano da non aprire più il cancello e il generale inverno impone il silenzio (sarà una mia idea, ma il chiasso è cosa da caldo!). Bisogna stare attenti al ghiaccio sulle strade e al gelo che indurisce le verze nell’orto, buone per farci la cassoeula. Si cammina di corsa, con l’occhio distratto ai lampioni accesi e ai comignoli che sbuffano nuvole d’aria come il nostro respiro.

I comignoli… qui nasce una storia del tempo che fu, quando i merli, si mormora, erano ancora bianchi come la neve. L’inverno impazzava, una merla e i suoi piccoli tremavano al freddo, stretti stretti in un nido tra i rami di una grande quercia. “Messere Gennaio, ti supplico, dacci un po’ di tregua e di calore”, implorava mamma Merla, ma Gennaio era sordo ai suoi lamenti: in fondo, faceva solo il suo dovere.

Passarono alcuni anni e con loro la stessa storia di freddo, fame, suppliche inascoltate e patimenti. Fino a quando un anno, sul finire di dicembre, la merla decise di nascondersi agli occhi di Gennaio, che sadicamente la faceva penare durante i suoi 28 giorni di allora. Rimase nascosta per settimane con la sua famiglia e alla fine del mese, convinta di averla fatta franca, saltò fuori dal nascondiglio saltellando e deridendo il mese invernale più freddo di tutti. Gennaio si infuriò. Rabbioso e offeso, rubò 3 giorni al mese successivo e scatenò una tempesta di neve gelata: ci mancò poco che congelasse la merla e tutta la sua prole. La salvezza fu in un comignolo, con il suo fumo caldo: la merla e i suoi piccoli stremati si infilarono lì, sfuggendo alla morte.

Da allora, le merle sono grigie come la fuliggine e i merli neri come carbone. E quei giorni freddi, rubati a febbraio, sono detti I giorni della Merla.

Foto di Tony Hisgett from Birmingham, UK

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Fabiola Gianotti. La signora delle particelle.

By 21 Febbraio 2014 Italiani Maiuscoli
Fabiola Gianotti Di Claudio Pasqua / Gravità-Zero.org

Fabiola Gianotti. Una vita per la scienza.

“La fisica italiana è un’eccellenza che resiste e il nostro Istituto Nazionale di Fisica Nucleare non è secondo a nessuno. Alleviamo fisici di altissimo livello, ma li  regaliamo agli altri paesi. Vanno a ruba.”

Il bosone di Higgs, la particella di Dio. Quella cioè capace di dare massa a tutte le altre, quella senza la quale nulla esisterebbe, neppure noi. Ad annunciarne l’esistenza proprio lei, Fabiola Gianotti, il 4 luglio 2012. Lei, la scienziata italiana coordinatrice del progetto Atlas al Cern di Ginevra, che a 50 anni si guadagna la copertina del Time e l’ammirazione di tutto il mondo scientifico internazionale. Tosta, perfezionista, curiosa e ottimista come tutti i visionari che si rispettino, studia al Liceo Classico prima e al Conservatorio poi, diplomandosi in pianoforte.

Appassionata di danza classica, musica e greco antico, Fabiola Gianotti scopre l’amore per la scienza in età adulta trasformandosi negli anni in una vera autorità nella fisica delle particelle e continuando una tradizione di eccellenza italiana scritta, tra gli altri, da scienziati del calibro di Enrico Fermi e Carlo Rubbia.

Tra i pochi dubbi che non ha, un anticliché incurante dell’infelice stato in cui versa la ricerca italiana: «A un ragazzo che vuole studiare fisica io dico, vai. Con coraggio, determinazione, vai, ne vale la pena. Non bisogna mai avere rimpianti nella vita».

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Al Balbianello. Ebook multimediale dedicato a una villa gioiello del Lago di Como.

By 21 Febbraio 2014 EBOOKS

Al Balbianello. Libro-viaggio interattivo sul ramo comasco del Lario, a 3,99 €.

Per smartphone, tablet, pc: scarica e acquista su Book Republic e Mondadori Store

Per Kindle: scarica e acquista su Amazon

Per iPad e Mac: scarica e acquista su iTunes

Qual è la villa più bella del lago di Como? Come raggiungerla su un battello storico, conoscendo il vento che ci scompiglia i capelli? Quale canzone ascoltare durante il viaggio? In questo ebook multimediale, tutte le risposte e i segreti di un luogo non comune della Lombardia. Un viaggio tra gallerie fotografiche, contenuti audio/video, immagini interattive e un racconto che ci accompagna alla scoperta di un gioiello dell’Italia più autentica.

piroscafo milano, valeria canavesi

In una trentina di pagine, il lettore viaggiatore vive una vera e propria esperienza multisensoriale del luogo, scoprendone informazioni generali, notizie storiche e naturalistiche, ma soprattuto chicche e peculiarità preziose. Il racconto, colonna portante del libro, è breve ma denso di notizie, leggero ma mai superficiale, puntuale e comunque ricco di suggestioni e di carica emotiva. Il testo è accompagnato passo passo da gallerie fotografiche, file audio/video che propongono il sound effect essenza del luogo (in omaggio a Troisi e al suo Postino!), pop-up con info nascoste, link interattivi a siti web informativi o di approfondimento. Completano la lettura anche informazioni più generali, necessarie per chi volesse davvero intraprendere il viaggio, insieme alla segnalazione di istituzioni, personaggi, eventi, riferimenti storici, ambientali, artistici…. fino agli immancabili piatti tipici e ai ristoranti da non perdere. In italiano e in inglese, Al Balbianello non è una guida turistica né un diario di viaggio, ma un’esperienza multisensoriale, diretta e immediata di un posto splendido, un bene FAI edificato su un promontorio nel bel mezzo del Lago di Como. Un luogo unico, a due ore di distanza da Milano, meta ideale per una domenica di primavera o una gita estiva.

INCIPIT Come tutti gli incantesimi che si rispettino, quello del Balbianello impone un rituale, che non inizia varcando i  cancelli della Villa ma molto, molto  prima. Navigando sul ramo comasco del Lario.  Che il viaggio cominci! Meglio d’estate, su un piroscafo storico come il Milano, imbarcandosi a Como armati di una buona crema solare e di un cappello parasole: lo sciabordìo delle onde, l’odore di alghe e montagne, il volo di un nibbio o di un rondone accompagnano sguardi e torcicolli rivolti cocciutamente a riva.

villa a lago LarioLe sponde sgranano rosari antichi di ville storiche, giardini pensili, discese a lago in pietra serena lì da chissà quanto. Sfila a ovest Villa Olmo con il suo lido elegante, Cernobbio e l’opulenza di Villa d’Este, Moltrasio, Laglio e Villa Oleandra – la più fotografata da quando appartiene a George Clooney. Sulla sponda orientale, più timida e defilata, Villa Geno e le sue fontane a lago; scorci di Lario sincero a Blevio, Carate e Torno, zigzagando leggeri tra una sponda e l’altra del Lario.

Ogni occhiata è un acquarello: qui un affaccio a lago strappato a rocce scoscese, là un gazebo in pietra, laggiù un pescatore con il suo guscio di noce dondolante…

Angoli di quiete e di eleganza si susseguono nella calma lacustre, nuotata da cigni e germani reali con covata al seguito, turbati solo dall’orribile stazza della nave Orione (moderno mostro del lago che sguazza su e giù sbattendo onde come schiaffi sulle rive e sui bagnanti).Difficile invece scorgere un batèll autentico, detto anche Lucia, l’imbarcazione da pesca e da “passeggio” che evoca – sul ramo del lago sbagliato! – la notissima eroina manzoniana.

(continua…)

cover Al Balbianello

In copertina: parco del Balbianello, scorcio

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Bagno Vignoni. La piscina Unesco.

By 21 Febbraio 2014 Sbagliando Strada
canavesi bagno vignoni

Bagno Vignoni. Luogo di terra, acqua e storie antiche.

Bagno Vignoni: un borgo, una vasca, una piazza d’acqua. È la piscina termale del paese, la Piazza delle Sorgenti, dove sgorga l’acqua fumante delle terme della Val d’Orcia, Parco Artistico Naturale e Culturale divenuto patrimonio Unesco nel 2004.

bagno vignoni

Già frequentato da Etruschi e Romani, prescelto  da Caterina da Siena, da Lorenzo il Magnifico e dai pellegrini in viaggio sulla via Francigena che passa proprio qui vicino, Bagno Vignoni è un luogo non comune, dove venire senza indugio a ritemprare il corpo e lo spirito.

Il paesaggio intorno, con i suoi poggi puntellati di sottili cipressi italici, invita al riposo e alla tregua; il borgo medievale, fermo nel tempo come l’iscrizione latina che ne attesta l’origine romana, si lascia intorpidire volentieri dai vapori della  sorgente termale. San Quirico, Montalcino, Pienza e Montepulciano sono a pochi chilometri di distanza e inanellano come perle d’autore tesori artistici, patrimoni naturali, ottimo vino e scoperte storiche straordinarie.

Per saperne di più:

www.parcodellavaldorcia.com

www.comunesanquirico.it

www.consorziobrunellodimontalcino.it

www.laviafrancigena.net

www.prolocopienza.it/it/fiera-del-cacio

www.chianciano.turismo.toscana.it/ita/citta/montepulciano.html

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